Maurizio Battista, nel futuro: Fausto e Furios con Enzo Salvi, un libro e il terzo matrimonio.

di Angela Curatolo
“Io sono nato allegro 58 anni fa a Roma”. Sorridente, gentile, cordiale. Per Maurizio Battista far ridere è una missione, “io sono in cerca di emozioni e non di soldi”. Ogni sera sale sul palco, ad attenderlo migliaia di gente per i suoi spettacoli divertentissimi, scevri da intellettualismi, messaggi politici o “sermoni”, un cabaret coinvolgente, fatto con l'anima e il cuore, con il preciso intento di regalare un paio d'ore di serenità.

E' l'amico che tutti vorremmo. Riesce a stabilire una relazione diretta con la platea, in tempi di individualismo, “io voglio solo fare cose dove c'è almeno un po' di anima, se non mi piacciono preferisco dire di no”.
La sua carriera comincia a 32 anni, “io non sono figlio d'arte, mio padre era un barista e anche io stavo al bar.” Proprio quella attività alla Piramide di Roma gli fa capire di avere un grande dono, raro, il fattore X della risata. Per lui fare l'attore è diventato “lavoro di vita, non solo artistico”. E afferma “oh, è come se io avessi tre lauree per l'esperienza”.
Anche lui è passato per il mitico Puf romano, “Conosco Lando Fiorini da quando avevo 13 anni, un amico di famiglia. Proprio un mese fa sono stato al locale gli ho fatto uno scherzo.”
Nel futuro imminente ci sono un film con Enzo Salvi e un libro dedicato alla mamma, musa ispiratrice di sempre. Anche un terzo matrimonio in vista, la fortunata si chiama Alessandra Moretti.
In uno dei suoi spettacoli menziona Montesilvano e dice “la ricordo per la liquirizia, ah, c'è ancora la fabbrica?”
L'ho incontrato per conoscerlo meglio e approfondire i suoi prossimi appuntamenti
1) Quando hai scoperto di avere il dono di divertire le persone?
Da quando sono nato. Era un problema all'inizio, mi prendevano come un bambino superficiale, sempre al centro dell'attenzione, perchè mi piace veder ridere la gente. Anche oggi che faccio spettacolo, non sto con l'orologio in mano, non ho problemi a restare di più, dopo mi piace stare con le persone del pubblico, dialogare e fare le foto con loro.
2) Come hai cominciato?
Non ricordo la prima volta sul palco. Avevo 32 anni quando cominciai rispondendo ad un annuncio, su PortaPortese, Mago Vimar, Enzo Marino, cercava un assistente.. Ero molto timido. Piano piano salì sul palco, tra belle serate e anche qualche figuraccia, feci la mia gavetta.
3) Con il tuo cabaret la notizia diventa protagonista in teatro ma, attenzione, senza “sermoni”. Si può dire che hai inventato un nuovo modo di fare spettacolo.
Ci sono stati anche altri che commentavano le notizie ironicamente. La mia intuizione è stata quella di farlo senza risvolti politici, non intellettuali, tutto qui. Solo per divertire le persone. Un modo nuovo dove la gente si sente partecipe e si rispecchia. La mia è una comunicazione semplice che arriva a tutti. Io non voglio insegnare, informare, sono tutte cose per ridere e basta, lo dico al pubblico. A chi mi dice che ho rubato l'idea io gli rispondo “fallo pure tu, chi te lo vieta?”. Nun basta, però, avere un fojo in mano per fa' ride. Se me metto la maja de Totti divento carciatore?
4) “Ero felice e non lo sapevo”, il tuo ultimo spettacolo, è una piacevole riflessione, insieme al pubblico. Gli italiani sanno essere felici oggi?
No, non è più un popolo felice e non si sente più popolo, per me. Le notizie dei media non ti rasserenano, siamo bombardati da crolli, crisi, cronaca. Per essere felici non serve tanto: serenità, affetto, amore. Sarò romantico, boh. Forse sarà utopia ma io la vedo così.
5) Tu che fai per essere felice?
C'è chi va a pesca, in montagna, a ballare. A me rende felice il matrimonio, ne ho fatti due e vado per tre
6) “Uno anzi due”, una commedia all'italiana, divertente, attuale. Quanto è stato importante questo film per te?
Sono cresciuto professionalmente, ho capito molte cose importanti, ci sono dei ruoli, bisogna rispettarli.
7) Tu sei cresciuto in un bar, come ricordi quel periodo?
Il bar io lo chiamo 'teatro truccato', come se ci fosse una platea davanti tutto il giorno. Ricordo che ero con mio padre, quante liti, forse più con lui che con le mogli! Poi ho capito tutti i sacrifici che faceva per noi: quanto è duro alzarsi prestissimo la mattina e aprire tutti i giorni il bar con il sorriso. Quanti consigli, dopo la sua morte li ho compresi, mi hanno aiutato nella vita.
8) Il tuo concetto di comicità?
La gente viene in teatro per divertirsi, io, personalmente, non mi fido dei comici che spiattellano dati, sono come i politici stessi. Non c'è coerenza spesso.
9) Chi sono gli eroi di Battista?
Penso a mio padre.
10) I tuoi prossimi impegni oltre il matrimonio?
Un film con Enzo Salvi, cominciamo le riprese in autunno. Il titolo te lo scandisco: 'Fausto e Furios' ed esce a Febbraio 2016, sarebbe la parodia di Fast e FURIOS.
In uscita, a dicembre un libro molto importante per me, 'Conversazione con mia madre in giro per Roma'. Immagino di andare a prendere mia madre al cimitero, lei ha 42 anni, l'accompagno in giro per la città, la porto al Vaticano, al Circo Massimo, al Colosseo, e altri luoghi mentre converso con lei. Un libro di emozione.  La mia futura moglie, Alessandra Moretti, mi ha fatto da editor, io dico sempre l'ha praticamente scritto lei il libro, io ho chiacchierato, ahhhh.
Congratulazione per il matrimonio e grazie.

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